Tirabassi, leader silenzioso dell’Atletico Ladispoli: “Ora dieci finali”

E’ ormai diventato una colonna portate di questa squadra, un punto di riferimento nello spogliatoio biancorosso. Edoardo Tirabassi ha alzato il muro della sua porta (appena 13 gol subiti) ed è uno dei protagonisti assoluti del primato momentaneo dell’Atletico Ladispoli in campionato dall’alto della sua esperienza.

Edoardo Tirabassi si sente leader di questo Atletico?
“Cerco di fare il meglio per le mie caratteristiche. Sono un ragazzo che fa spogliatoio, che cerca di spronare i ragazzi più giovani ed indirizzarli sulla retta via. La mia esperienza nel calcio professionistico con Atletico Roma, Astrea e serie D in Bassano mi porta a fare questo”

Avresti meritato qualcosa di più nella tua carriera o va bene così?
“Tornando sui miei passi avrei potuto far meglio ma se non è accaduto è per colpa mia e non per colpa degli altri. Sono stato anche sfortunato quando all’Atletico Roma con gli Allievi Nazionali ebbi molte richieste dopo la vittoria del campionato ma la gestione di quella società non mi ha permesso di calcare altri palcoscenici importanti”.

Dove vuol arrivare questo A.Ladispoli?
“Non ci prefissiamo obiettivi. Io Chiocca, Renzi, i giocatori che hanno avuto un passato in categorie superiori, abbiamo sposato in pieno la famiglia Atletico Ladispoli. Ci è stata data molta fiducia sul nostro operato. Continueremo per la nostra strada. Il presidente Aurelio Nicolini è stato chiaro: vuole qualcosa d’importante senza esagerare e dare troppo nell’occhio”.

Mister Silvestri perchè è stato sempre un vincente?
“Primaditutto Andrea è un grande amico. Quando nello spogliatoio c’è un clima famigliare è fondamentale. E poi quando tutti nel calcio italiano prediligono la fase difensiva il mister vuole che ne facciamo sempre uno più degli altri. La sua arma vincente è quella di gestire i giocatori come se fossero tutti figli o fratelli”.

La concorrenza: San Lorenzo e Capranica. Chi temi di più?
“Li abbiamo affrontato entrambi ottenendo due grandi risultati ma dopo averle viste direi il Capranica. Me lo sarei aspettato al posto del San Lorenzo in classifica perchè sono più squadra.  Al momento il divario farebbe pensare che non possano più rientrare in gioco ma mancano dieci gare e tutto può succedere. Noi dobbiamo continuare sulla nostra strada. Abbiamo dieci finali da qui alla fine, senza mollare di un centimetro”.

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