Enzo Freddi: “Vogliamo far crescere i ragazzi ed educare con lo sport”

“Gli occhi della società”. È così che sorridendo il direttore tecnico dell’Atletico Ladispoli, Enzo Freddi, definisce il suo ruolo all’interno dello staff dirigenziale. Un incarico che ha già ricoperto in passato, ma che oggi acquisisce una valenza più specifica: “Non si tratta di un compito ex novo. Già nelle stagioni precedenti ho ricoperto un incarico simile, nonostante mi occupassi allo stesso tempo anche della scuola calcio e dell’agonistica. Si tratta di un cambiamento funzionale, oltre che vantaggioso. La società ha infatti deciso di definire con maggiore precisione i ruoli all’interno dello staff, che è stato ampliato e ridisegnato. Sono certo sia stata una scelta giusta, per crescere è infatti importante occuparsi in maniera seria della programmazione, nella misura in cui, come nel nostro caso, venga affidata a persone competenti. Trovo inoltre che la direzione intrapresa dalla società sia anche più congeniale alla mia personalità, mi definisco un uomo di campo e questo è un ruolo che mi consente di vivere il calcio più da vicino. Ed è in quanto direttore tecnico che voglio precisare che tra i nostri obiettivi prioritari c’è quello di promuovere la crescita dei ragazzi, di fare educazione attraverso il calcio. La nostra filosofia fa del gioco ludico una premessa indispensabile al conseguimento di risultati”. Un vero e proprio ruolo di mediazione dunque quello del direttore, che non a caso individua nel dialogo e nel confronto il punto di forza del suo lavoro: “Mi occupo della crescita dei nostri atleti e per farlo mi confronto quotidianamente con tutti i tecnici. Il dialogo sta alla base del mio incarico, che è quello di supportare i mister nelle scelte, senza imposizioni”. Un ruolo che il direttore definisce spesso “scomodo”: “Sto antipatico ai presuntuosi, e nel calcio capita talvolta di incontrarne, di quelli che antepongono il successo personale a quello della società. Il che dimostra di nuovo come la definizione dei ruoli sia indispensabile, oltre che necessaria”. Impossibile, in conclusione, non rivolgere lo sguardo insieme al direttore Freddi alla prossima stagione: “Per quanto riguarda i 2004 di mister Scatena, trattandosi di un gruppo sperimentale, la nostra attenzione sarà rivolta all’insegnamento dei fondamentali del calcio, mentre con i due gruppi di Allievi e con i 2003 cercheremo di raggiungere quanto prima la salvezza, in attesa di vedere che piega prenda il campionato. Avendo una prima squadra, l’obiettivo a lungo termine è senza dubbio quello di promuovere una crescita interna che faccia del settore giovanile un serbatoio a cui attingere in futuro. La definisco una sorta di “catena di montaggio”, perché vedo infiniti punti di connessione. Il nostro resta un programma ambizioso, fatto, come le dicevo, di progetti a lungo termine, che non ci impediranno però di compiere già in tempi brevi numerosi passi in avanti. Due anni, è in questo arco di tempo che conto di mettere in pratica parte di quello che ci siamo prefissati”.

 

(Intervista tratta da Gazzetta Regionale – ©Riproduzione riservata)

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